Evelia Imbachi e il Suo Gesha: 380 Ore di Carattere Colombiano

Ci siamo! Oggi si vola dritti nel sud dell’Huila, tra montagne che sfiorano i 1650 metri e nebbie che si aprono piano sulle piante di Gesha. No, non è poesia tropicale fine a sé stessa. È la storia – vera, potente, concreta – di Evelia Imbachi e del suo caffè che profuma di cedro, miele e rivoluzione silenziosa.

Ma ora bando alle ciance e tuffiamoci.


La Berta: 2,5 ettari di carattere

La finca si chiama La Berta.
Piccola? Sì.
Irrilevante? Nemmeno per sogno.

2,5 ettari coltivati a Gesha, circa 4.250 alberi, 20 sacchi in Naturale e 36 in Honey. Numeri che per l’industria sono minuscoli, ma per chi vive di specialità sono oro verde.

Evelia ha 65 anni, sette figli e una determinazione che non si misura in quintali. È stata tra le prime donne a produrre caffè di specialità nel sud dell’Huila, portando avanti non solo una finca, ma un’idea: crescita economica, indipendenza femminile, consapevolezza agricola.

Qui non si coltiva solo caffè. Si coltiva futuro.


Il Gesha Naturale 027: legno, liquore e profondità

Partiamo dal lotto 027 – Gesha Naturale.

Processo: naturale con fermentazione anaerobica di 380 ore.
Sì, avete letto bene. 380 ore. Non è un dettaglio tecnico da mettere tra parentesi: è la chiave del profilo sensoriale.

In tazza?

  • Cedro
  • Legno nobile
  • Amaretto
  • Note liquorose
  • Acidità agrumata elegante
  • Corpo medio

Il laboratorio di Jose Joaquin Ordoñez S.A.S a Pitalito – con analisi firmata dal Q Grader José Joaquín Ordoñez – lo valuta 87 punti SCAA.

Un Gesha che non gioca sulla solita esplosione floreale. Qui si va più in profondità: struttura, legno, sensazioni resinose e liquorose. È un caffè che non cerca di piacere a tutti. Cerca di restare impresso.


Neblina: quando il microclima fa la differenza

“Neblina” significa nebbia. E non è marketing.

A 1650 metri, la maturazione rallenta. Gli zuccheri si concentrano. La densità aumenta. Il risultato? Chicchi con potenziale aromatico elevato e una complessità che in torrefazione diventa terreno di gioco.

Qui la varietà Gesha esprime due volti:

  • Naturale anaerobico → complessità strutturale, note legnose e liquorose.
  • Honey → florealità spinta, miele e pulizia cristallina.

Stessa finca. Stessa produttrice. Due identità sensoriali opposte.

E questa è la magia dei processi.


Non solo punteggi

Numeri importanti, certo. Ma non è questo il punto.

Il punto è che dietro quei numeri c’è una donna che ha scelto di puntare sulla qualità quando sarebbe stato più semplice restare nella massa. C’è una regione come l’Huila che continua a dimostrare perché la Colombia non è solo “caffè buono”, ma caffè con identità.

C’è una storia agricola che parla di resilienza, fermentazioni lunghe 380 ore, sole che asciuga lentamente per 20 giorni, e una visione chiara: portare in tazza qualcosa che sia unico.


Due lotti, una firma

Il filo conduttore? Evelia.

Che sia il legno elegante del Naturale o il gelsomino luminoso dell’Honey, si sente una mano precisa, una scelta consapevole, un’idea di qualità che non scende a compromessi.

E noi, quando selezioniamo caffè così, non stiamo solo scegliendo un profilo aromatico.
Stiamo scegliendo una storia da raccontare in torrefazione, una tostatura da calibrare al millimetro, una tazza che – tra un sorso e l’altro – ti ricorda che il caffè è agricolo, vivo, umano.

E adesso sì, possiamo dirlo: questo non è solo un Gesha.
È la voce di Evelia che attraversa 9.000 chilometri e arriva dritta nella tazza. ☕🔥

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